La Fenice

Fin dagli esordi Wikipedia ha ottenuto un grandissimo successo, imponendosi da subito come principale punto di riferimento per gli internauti, spesso intrappolati nel vasto labirinto del web, quel marasma di informazioni dalle fonti di dubbia attendibilità.
Il rapidissimo successo ha portato la piattaforma ad occupare, già dalle prime battute, una posizione di rilievo nei sistemi di ranking – si trova, infatti, sempre tra i primi 5 risultati di Google – e a classificarsi tra i primi 10 siti più visitati al mondo. Ma cos’è Wikipedia? Come nasce? E soprattutto: l’autorevolezza e la popolarità ottenuti dai clic può in questo caso coincidere con la qualità dei contenuti?

Prima di diventare la piattaforma che ormai tutti conosciamo, Wikipedia ha avuto un esordio tradizionale dal punto di vista editoriale: il nome del progetto era “Nupedia”. L’intento era realizzare un’impresa a scopo di lucro – con inserzioni pubblicitarie sul sito – basata su un rigido processo di controllo e produzione: un’enciclopedia sul web redatta da esperti e pubblicata come contenuto libero.
Per garantire la qualità delle voci enciclopediche risultava quindi necessaria un’organizzazione redazionale con struttura gerarchica: caporedattori, redattori e autori.
Il caporedattore era l’unica figura stipendiata nel progetto, mentre le altre cariche erano solitamente ricoperte da accademici che offrivano il proprio contributo volontario. I redattori venivano “arruolati” dopo un attento processo di selezione e avevano quindi una maggiore autorità e libertà di manovra rispetto agli autori, ai quali venivano assegnati gli argomenti e le norme redazionali da seguire. I redattori dovevano essere degli esperti nel loro campo di riferimento: era necessario possedessero un titolo di dottorato.
La selezione del personale era molto rigida e il processo editoriale rigoroso e lungo. Per la creazione e revisione di ogni singola voce erano previsti sette distinti passaggi, un sistema complesso che rallentava molto sia la produzione che la pubblicazione dei contenuti sul sito. Il progetto ebbe quindi vita breve e, prima di cessare del tutto, le voci pubblicate erano solo circa una ventina – 150 erano invece rimaste allo stadio di bozze.

nupedia-index

Wikipedia è una fenice: risorta dalle ceneri del fallimentare progetto Nupedia, ingrana il proprio lavoro proprio dagli stessi presupposti, si pone gli stessi obiettivi ma semplifica di gran lunga il processo di creazione delle voci.
Il nuovo portale però stravolge uno dei principi fondamentali del progetto: tutti possono contribuire nella stesura e nella modifica di un sito – e ne fa una vera e propria filosofia di vita. Lasciare che solo gli accademici, gli esperti, si occupino della stesura dei contenuti dà sicuramente una certa garanzia circa la qualità di quel materiale, ma presuppone uno sforzo troppo grande che non consente al sito di sopravvivere ai veloci ritmi del web. Wikipedia sacrifica quindi la qualità in favore della quantità, lasciando che chiunque – inesperti, ragazzi, etc – intervenga nella stesura delle voci, modificandole o creandone di nuove. Questa innovazione, che apre le porte al cosiddetto web 2.0 (stravolgendo il consolidato rapporto univoco di produzione e fruizione delle informazioni), consente all’enciclopedia di raggiungere dimensioni vastissime – risulta essere più grande delle enciclopedie Britannica ed Encarta messe insieme –  ed avere voci consultabili (e modificabili) sui più svariati argomenti, riuscendo al contempo a stare al passo con l’informazione e gli eventi storici contemporanei. Wikipedia riesce infatti a lavorare alla velocità delle notizie grazie ai numerosi collaboratori – i cosiddetti wikipediani – che lavorando 24 ore su 24 riescono a captare tempestivamente ogni avvenimento non appena se ne abbia notizia e a catalogarlo all’interno della piattaforma.

Pur non essendoci più una vera e propria redazione di esperti che controlla e revisiona – prima di pubblicare – il contenuto prodotto dai collaboratori volontari, la comunità dei wikipediani, ha comunque poche e semplici norme editoriali che tutti sono chiamati a rispettare: le voci vanno scritte bene; non bisogna riportare punti di vista personali ma rimanere sempre imparziali e obiettivi – punto di  vista neutrale (N.P.O.V. Neutral Point Of View) – qualunque sia l’argomento; scrivere sulla base di fonti attendibili e fornire sempre le informazioni dalle quali si attinge per permettere al lettore/fruitore di verificarle. Regole facilmente aggirabili; trattandosi di un sito open source non mancano di certo numerosi casi di “vandalismo”. Una nota di elogio va comunque all’impostazione stessa della piattaforma, tale da consentire una massima trasparenza e un continuo monitoraggio – attraverso le pagine della cronologia –che registra ogni minima variazione (inserimento di nuove voci o modifica di esistenti) così da permettere ai collaboratori più attenti, in caso di vandalismi, di intervenire subito per ripristinare le voci. Ma le voci sono tante e non sempre risulta così facile intervenire tempestivamente per eliminare gli errori; ci sono poi errori facilmente individuabili –una parola scurrile di certo verrà notata ed eliminata – ed altri più sottili, come ad esempio modificare di un anno (o di un solo giorno) una data storica.

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Umberto Eco sosteneva che ci si può fidare di Wikipedia se si usa la tecnica dello studioso di professione: si consulta un argomento su Wikipedia e poi si confronta quell’informazione con altri due, tre siti: se la notizia ricorre tre volte, ci sono buone probabilità che sia vera (ammesso che i siti presi come riferimento non abbiamo copiato l’errore da Wikipedia). Un altro modo per verificare l’attendibilità di una voce è leggerne sia la versione italiana che quella in altra lingua (sempre all’interno della piattaforma): il più delle volte si tratta di una traduzione e quindi le voci coincidono, ma a volte possono differire e presentare delle contraddizioni.

Il giusto approccio di “diffidenza” confermerebbe l’inattendibilità di Wikipedia come fonte, che non potrebbe quindi essere considerata alla pari di un’enciclopedia attendibile in senso tradizionale. E’ però una piattaforma che fornisce informazioni veloci (“wiki” significa veloce in hawaiano), scritte in modo semplice e accessibili a tutti. Il concetto di attendibilità va quindi sostituito con quello di verificabilità: Wikipedia non ci offre la verità assoluta – non è neanche suo scopo farlo – ma è uno strumento utile (ormai praticamente indispensabile) per l’accesso gratuito a fonti di informazioni (potenzialmente) attendibili.

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